Passeggiata d’autunno
(Scritto da Cristina Ragusa, mamma di Daniel)
Domenica 23 Ott0bre 2016, ore 6.50, arriviamo davanti al portone della scuola e, come da consuetudine familiare, prima foto della gita, eh si, oggi c’è la prima uscita didattica del nuovo anno scolastico, ufficialmente, per la visita al santuario della Madonna della Vena, al Castagno dei Cento Cavalli e per la raccolta delle castagne, ufficiosamente, per una bellissima giornata di fraternità come ci siamo accorti quasi subito vedendo i sorrisi dei genitori (quelli dei bimbi li abbiamo visti più tardi perchè ancora troppo assonnati), di suor Giusy, della maestra Rosalba e di suor Jenelyn.
Ci siamo diretti a Pozzallo per l’incontro con la scuola “gemella” che si trova lì, ed anche pur non conoscendo nè genitori nè bimbi, abbiamo visto tanti volti sorridenti, pronti e carichi per questa bella avventura.
Durante il tragitto, abbiamo scoperto che suor Giusy è una grande intrattenitrice, sia per grandi che per piccini, molto sorridente, scherzosa e una grande studiosa, ci ha infatti raccontato la storia della Madonna del Carmine di Ispica, di Santa Teresa del Bambin Gesù e della sua famiglia.
Arrivati a Piedimonte Etneo, abbiamo avuto l’opportunità di fare il Giubileo passando per la porta santa del santuario e assistendo alla messa celebrata da Don Carmelo. La chiesa era piccolina ma piena di meravigliosi affreschi e al lato del santuario abbiamo potuto ammirare la “vena” da dove sgorga un’acqua freschissima e buonissima, una vena d’acqua che scaturì dallo scalpitìo degli zoccoli dei somari su cui montavano due monaci, incaricati dal papa di trovare un luogo adatto per costruire un monastero. I monaci portavano un’icona bizantina della Madre di Dio che sarebbe stata esposta all’interno del nuovo monastero. Ad un certo punto del cammino i due somari non vollero più proseguire così si manifestò il miracolo dello scaturimento dell’acqua che diede il nome al luogo e all’immagine di Maria. Dalla vena sgorga un’acqua benedetta che viene chiamata la piccola Lourdes di Sicilia.
Ci siamo poi ritirati nel salone della parrocchia per gustare le prelibatezze portate da casa, ed anche lì abbiamo vissuto diversi momenti di fraternità, dati da piccoli gesti, lo scambio dei cibi e delle bevande, le classiche conversazioni delle domeniche a pranzo, come se ci conoscessimo tutti da tantissimo tempo.
Più tardi siamo andati a raccogliere le castagne, non siamo stati moto fortunati, in tanti comunque ci hanno detto dopo, che quest’anno il frutto scarseggia un pò ovunque. Abbiamo “affrontato” una ripida salita,con non poche difficoltà, visto che siamo stati sorpresi dalla pioggia che ci ha accompagnato per gran parte del pomeriggio.
Ultima tappa, non meno importante, il Castagno dei Cento Cavalli a Sant’Alfio. Come ci ha narrato la maestra Rosalba, la leggenda popolare vuole che sotto le fronde di quest’albero immenso, considerato uno dei più grandi e vecchi d’Italia, vi trovarono riparo da un fortissimo temporale per tutta una notte, una regina e i suoi cento cavalieri; nel tempo la regina venne identificata con diversi nomi: Isabella d’Inghilterra, Giovanna D’Angiò, Giovanna D’Aragona…, e, a tutt’oggi, non c’è una testimonianza effettiva di questa leggenda, ma l’albero fu chiamato così proprio per l’usanza che persisteva all’epoca di misurare la grandezza degli alberi, sulla base dei cavalli che potevano starci sotto.
Dopo un altro assaggio di fraternità fatto di chiacchiere varie e risate, ci siamo rimessi in moto per il ritorno, anch’esso contornato di canti e risate e, alle 20.15 circa, siamo rientrati a Modica, stanchi ma contenti per quanto abbiamo vissuto tutto il giorno e sopratutto per aver cantato a più riprese ed a squarciagola “Il coccodrillo come fa…ta ta ra ta ta, non c’e nessuno che lo sa ta ta ra ta ta…





