La nostra festa del papà
(Scritto da Davide Cicero, papà di Sara)
Domenica 19 marzo, come da tradizione, c’è stato il classico appuntamento con la Festa del Papà che quest’anno, complice la domenica e la splendida giornata di sole, si è tradotta in una giornata spensierata all’insegna dell’allegria e della fraternità. Per l’occasione le nostre suore hanno gentilmente messo a disposizione delle famiglie i locali dell’istituto Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Gesù Bambino di Via S. Margherita, noto ai più come “A Badìa”.
La mattinata è iniziata con la S. Messa, celebrata da Fra Francesco Bellaera, nella deliziosa chiesetta di San Francesco Saverio, attigua all’istituto, edificata nel XVI secolo e restaurata successivamente al terremoto che colpì la Val di Noto nel 1693. A Corrado ed Antonella, genitori di Alfredo, come sempre, è stato affidato il compito di animare la funzione con musica e canti liturgici. La celebrazione è stata seguita dalla benedizione dei papà, dalla poesia dei bimbi e dalla canzoncina di rito (Ah, a proposito: ho sentito molte mamme dissentire sul testo della canzoncina che parlava di un superpapà che fa da mangiare, porta i figli in palestra e risolve tutti i problemi… a loro dire descriveva un papà che non esiste, ma questo è un altro discorso!!!). Infine, è avvenuta la consegna ufficiale del lavoretto preparato dai nostri bimbi, che quest’anno è stato un utilissimo grembiule da cucina con su scritto “Auguri Papà” con tanti cuoricini ed impronte rosse delle loro manine.
Il grembiule è tornato utile subito dopo la S. Messa, in quanto noi papà insieme ai nostri bimbi siamo stati reclutati per la lavorazione dei classici “cavatieddii ‘nto sugu” tipici della tradizione modicana, mentre le mamme si sono prodigate nella preparazione degli antipasti a base di caciocavallo fresco pane condito e salsiccia secca. La mitica cuoca Cristina insieme a Melania, mamma di Emma e Maria Lea, Concetta, mamma di Nicolò, ed Anna, mamma di Giacomo, si sono preoccupate della preparazione del sugo, della cottura della carne e salsiccia e della preparazione dell’impasto per i cavatelli (Ben 10 Kg di farina!!!).
Carmelo, il papà di Chiara, si è occupato con perizia della cottura dei cavatelli con un grosso fornellone ed un grande pentolone. Una volta scolata la pasta, finalmente tutti a tavola ad assaggiare le nostre prelibatezze culinarie.
Dopo pranzo, un po’ appesantiti dall’ abbondante pasto, tutti fuori all’aria aperta a vivere lo splendido cortile della struttura! In un angolo Stefania, “la maestra dei lavoretti”, come la chiamano i nostri bimbi, si è cimentata in dei ritratti a matita dei papà e dei figli, in un altro angolo Emanuele, papà di Emma e Maria Lea nonché DJ ufficiale della scuola, ha sistemato la sua attrezzatura improvvisando una vera e propria discoteca estemporanea, particolarmente gradita dalle mamme, maestre e suore che si sono subito cimentate in balli di gruppo, coinvolgendo anche noi papà in dei divertenti giochi all’aperto. Intanto i bambini si rincorrevano felici per il cortile usufruendo dei tantissimi giocattoli presenti nell’istituto.
Dulcis in fundo, ecco arrivare uno dei momenti più attesi della giornata: le mitiche torte di Antonella, mamma di Giovanni, che nell’ultimo anno si è fatta carico di addolcire con le sue gustose prelibatezze i palati di tutti noi. Una delle torte è stata dedicata alla nostra madre superiora Sr. Giusy, in occasione del suo onomastico, mentre le altre due erano dedicate ai Papà.
Inutile dire che è stata una giornata dalle forti emozioni, per quanto mi riguarda la mia prima Festa del Papà senza il mio papà, che oggi ci guarda da lassù, ed è anche stata la mia prima “vera” Festa del Papà da protagonista, con la mia Sara che si appresta ad entrare nell’età della ragione, che mi dedica poesie e canzoncine, e che riesce a commuovermi.
I nostri bimbi stanno diventando grandi, e non dobbiamo mai dimenticare il ruolo di noi genitori, fari illuminanti e guide instancabili nel loro percorso di crescita, sempre vigili e disponibili all’ascolto, e soprattutto dobbiamo cercare di essere un esempio positivo per i nostri piccoli, che ci osservano molto, più di quanto noi possiamo pensare.
Mi scuso per essermi dilungato un po’ troppo, volevo ringraziare tutti coloro che si sono adoperati a qualunque titolo alla realizzazione di questa splendida giornata, le suore, le maestre, le mamme ed i papà, sperando che non sia l’unica, magari, perché no, buttando già un occhio alla prossima Festa della Mamma.
Davide Cicero
Davide Cicero





