La leggenda di San Martino
L’autunno e l’inverno portano atmosfere da leggenda e molte sono le giornate che potremmo festeggiare con i bambini. Una delle giornate in questione è l’11 novembre: San Martino con la sua estate “che dura tre giorni e un pochino”, come recita un famoso proverbio. Sono questi 3 giorni e mezzo di clima quasi estivo, i giorni in cui si apre il vino novello e si gustano delle buonissime frittelle fatte con ingredienti autunnali: noci, mele, uva passa, fichi secchi oppure cioccolato.
E noi abbiamo raccontato la leggenda di san Martino e, con l’aiuto della nostra brava cuoca Cristina, abbiamo fatto delle ottime frittelle!!!
Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa. Martino un giovane soldato di cavalleria della guardia imperiale, sta tornando a casa. Porta l’armatura, lo scudo, la spada e un mantello caldo foderato con lana di pecora. Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchietto coperto soltanto di pochi stracci, seduto per terra, tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, pensa morirà per il gelo!” Impietositosi, Martino scende dal cavallo si toglie il mantello e con un colpo secco di spada lo taglia in due e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.
Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità.
In effetti, ancora oggi, nella settimana che ricorre san Martino, spesso si assiste ad un breve periodo in cui il clima diventa più mite e si parla di “estate di san Martino”
Ma la storia di san Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sogna Gesù che lo ringrazia mostrandogli la metà del mantello, per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio Lui in persona.
























